Italia-Germania 2-0.
Su Sky impazzano ancora le telecronache di martedì scorso. Tutti ne parlano con gli occhi ancora sognanti e con la speranza per la prossima partita. Le bandiere sventolano orgogliose ai balconi. E già questo basta per far venire un bel groppo in gola. Ma non è del futuro che voglio parlare. Voglio fissare questo martedì. Passato a dipingere un mobile. Poi sulla sdraio in balcone con Minù in braccio. Con una gonnellina a quadretti bianchi e blu. E il caldo. Tutto come allora. Solo che era la finale. Dell'82.
E allora ci ripenso. Solo che la gonnellina era a balze, l'aveva fatta mia mamma e al mio posto sulla sdraio c'era lei con me in braccio. E all'improvviso, come oggi le esplosioni di gioia dalle case vicine, quel GOOOOLLL che rimbalza di casa in casa, tutti a sentirsi ancora più vicini.
Ora, sono cambiate le cose, diverse persone care in meno, altre in più (MGM sarebbe arrivato l'anno dopo, Cris c'era già, ma a 5 anni forse avevo altro in testa!), quella era la finale, questa ancora no. Ma l'atmosfera era la stessa. E quell'urlo liberatorio dalle case vicine, l'eco di mio papà in casa, pure. Improvvisamente tutti questi 24 anni sono stati annullati. E per ciò che è passato, ma anche, con gratitudine, per quello che ho, ho pianto.
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